Facce de Zena 

Piazza Ortiz si ferma per salutare Roberto Rogna: quarant’anni in divisa e un reparto diventato famiglia – VIDEO

È andato in pensione il responsabile della Sicurezza stradale della polizia locale. Motociclette schierate, lampeggianti accesi, applausi, abbracci e una targa consegnata dai suoi “ragazzi”: «Al primo commissario Roberto Rogna, comandante e amico»

Per qualche minuto, nel piazzale della sede della polizia locale di piazza Ortiz, non ci sono stati incidenti da ricostruire, turni da organizzare o emergenze alle quali rispondere. C’erano soltanto decine di colleghe e colleghi disposti intorno a Roberto Rogna, arrivato all’ultimo giorno di servizio dopo oltre quarant’anni nel Corpo.

Il primo commissario, responsabile del reparto Sicurezza stradale, è andato in pensione il 31 agosto. Gli agenti che ha coordinato negli ultimi anni hanno voluto salutarlo con una cerimonia intensa e informale: le motociclette schierate con i lampeggianti blu accesi, il picchetto in uniforme, un lungo applauso e poi strette di mano e abbracci.

Il suo ultimo incarico è stato alla guida di una delle strutture più delicate della polizia locale genovese. Il reparto Sicurezza stradale comprende il nucleo di Polizia stradale, l’Infortunistica, l’Ufficio trasporti eccezionali e quello incaricato di eseguire i trattamenti sanitari obbligatori in tutto il territorio cittadino.

L’Infortunistica interviene in particolare sugli incidenti gravissimi o mortali. I suoi agenti effettuano rilievi, raccolgono testimonianze, ricostruiscono traiettorie e responsabilità e lavorano in collegamento con l’Autorità giudiziaria. È un’attività nella quale ogni dettaglio può diventare decisivo e nella quale alla competenza tecnica si aggiunge il rapporto con persone ferite o con famiglie appena raggiunte da una tragedia.

La struttura coordinata fino a ieri da Rogna è l’erede del vecchio “autoreparto”, chiamato ancora prima “automezzi”. Nomi appartenenti a epoche differenti della polizia locale, attraversate nel corso di una carriera cominciata nel 1986.

Prima della divisa municipale era arrivata quella dell’Esercito. Nel 1980 Roberto Rogna frequentò la Scuola allievi ufficiali e sottufficiali d’Artiglieria di Foligno. Nominato sottotenente, venne assegnato al Gruppo d’artiglieria da montagna Bergamo di Silandro, dove ricoprì prima la responsabilità di reparto e poi l’incarico di vicecomandante della Batteria comando e servizi. Concluse il servizio nel luglio 1981 con la valutazione di “eccellente”.

Il 14 maggio 1986 entrò nella polizia municipale di Genova come agente, iniziando dal comando di Sestri Ponente. Nel 1995 passò all’autoreparto, struttura alla quale sarebbe rimasta legata una parte importante della sua vita professionale e dove sarebbe tornato in conclusione di carriera.

Nel frattempo proseguì gli studi e nel 1999 conseguì la laurea in Economia e Commercio all’Università di Genova. Nel dicembre 2001 vinse il concorso interno e diventò funzionario.

Un passaggio centrale della sua carriera arrivò nel 2009, quando gli venne affidata la responsabilità dell’Ufficio rimozioni e il compito di creare una struttura dedicata ai veicoli abbandonati. In quel periodo sulle strade e nelle aree pubbliche di Genova si trovavano migliaia di mezzi ormai ridotti a relitti.

La nuova procedura abbreviò sensibilmente i tempi necessari per arrivare allo smaltimento. Attraverso il coordinamento del personale dei distretti e la riorganizzazione delle pratiche, in circa due anni furono rimossi approssimativamente cinquemila veicoli, restituendo alla città spazi rimasti a lungo occupati.

Nel 2011 Rogna assunse la responsabilità del reparto Rimozioni e Depositeria. Lavorò alla preparazione di due gare per il servizio di rimozione, riducendo, secondo il curriculum che compare su sito del Comune, la spesa prevista da 1,2 milioni a 300 mila euro e raggiungendo l’equilibrio tra entrate e uscite.

Un ulteriore intervento sull’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto allo smaltimento delle carcasse dei veicoli permise al Comune di risparmiare circa 15 mila euro ogni anno.

Dopo l’alluvione del 4 novembre 2011 in Val Bisagno gli venne affidata anche la gestione di oltre mille automobili travolte dall’acqua e dal fango. I mezzi furono trasferiti da piazzale Kennedy all’area davanti a Villa Bombrini e successivamente riconsegnati o smaltiti attraverso la collaborazione con l’Automobile Club d’Italia e le imprese specializzate, senza costi per l’Amministrazione.

Dal 2013 guidò il sesto Distretto territoriale Medio Ponente. Per alcuni mesi, tra il 2017 e il 2018, assunse ad interim anche la responsabilità del settimo Distretto. Seguì un periodo nel reparto di Polizia giudiziaria, prima del ritorno al Medio Ponente nel 2019.

Nell’aprile 2021 diventò comandante dell’Unità territoriale Centro, quando questa comprendeva anche il centro storico, all’epoca di gran lunga il settore della PL con più agenti di tutti. Dal maggio 2024 ha infine diretto il reparto Sicurezza stradale, con un incarico di elevata qualificazione relativo a una struttura complessa. Dal 2009 figurava inoltre tra i docenti della Scuola interregionale di polizia locale, occupandosi della formazione sul Codice della strada, e tra il 2017 e il 2022 ha fatto parte del Comitato tecnico regionale della Liguria.

Una storia professionale che, nelle intenzioni di Roberto Rogna, avrebbe potuto proseguire ancora per un anno e mezzo. Il primo commissario aveva manifestato la disponibilità a rimanere per accompagnare e formare chi avrebbe assunto la sua eredità professionale.

L’Ufficio del Personale non ha però accolto questa possibilità, applicando l’indirizzo comunale che limita il prolungamento agli incarichi dirigenziali. La normativa nazionale consente alle pubbliche amministrazioni, entro precisi limiti e sulla base di una valutazione discrezionale, di trattenere anche personale non dirigente quando sia necessario per il tutoraggio, l’affiancamento dei nuovi assunti o esigenze funzionali non altrimenti risolvibili. Non si tratta tuttavia di un diritto automatico del dipendente, poiché la decisione rimane affidata all’Amministrazione.

Nella carriera di Rogna era rimasta anche l’amarezza per le scelte compiute durante l’Amministrazione dell’allora sindaco Marco Bucci nella ricerca di nuove figure dirigenziali per il Corpo. Fu deciso di non valorizzare le professionalità interne e di rivolgersi all’esterno, individuando un appartenente alla polizia di Stato e un ufficiale della guardia di Finanza. Per quest’ultimo, poi, il trasferimento non si concretizzò a causa del mancato via libera ministeriale.

Il neopensionato Roberto Rogna è la testimonianza vivente di come le amministrazioni comunali di destra e di sinistra, allo stesso modo, non sappiano far tesoro delle ampie professionalità comunali.

Ieri, in piazza Ortiz e al Matitone, non sono stati i numeri a raccontare ciò che Roberto Rogna lascia. Lo hanno fatto le persone. C’erano agenti in alta uniforme e colleghi con la divisa operativa. Alcuni osservavano dalle scale e dalle finestre, altri erano raccolti accanto alle motociclette. C’erano anche molti pensionati che con lui hanno lavorato nel corso degli anni ad accoglierlo nel “reparto Inps controllo cantieri”. Poi sono arrivati gli applausi, le strette di mano, le pacche sulle spalle e gli abbracci, quelli lunghi che non hanno bisogno di discorsi.

Roberto Rogna ha salutato uno per uno i suoi uomini e le sue donne. Ha sorriso, provando a tenere insieme l’emozione e la compostezza della divisa. Intorno a lui c’erano colleghi con gli occhi lucidi, risate improvvise per alleggerire il momento e persino un bacio lanciato verso la telecamera.

Alla fine è rimasta una targa stretta tra le mani. Sopra, poche parole capaci di spiegare tutto: «Al primo commissario Roberto Rogna, comandante e amico. I tuoi ragazzi del Reparto».

Il portone si chiude su quarant’anni di servizio, ma non su ciò che resta. Perché da piazza Ortiz Roberto Rogna non porta via soltanto una carriera, un grado e una lunga esperienza. Lascia una squadra che, nel tempo condiviso tra incidenti, notti difficili, responsabilità e vita quotidiana, era diventata qualcosa di molto simile a una famiglia.

Video di Simone Casazza


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